Matrice di Covey Domande

La Matrice di Covey – Addendum

L’ultimo mio articolo ha suscitato un bel dibattito su LinkedIn e ho ricevuto diverse domande da parte dei miei lettori (usate il blog perdindirindina, l’ho creato apposta :-)):

  1. È il mio capo a distrarmi con urgenze improvvise che mi fanno saltare la pianificazione, come mi devo regolare? Secondo te è un’attività del I quadrante o del III?

  2. Facebook è un’attività del quadrante 2 o 4? Perché a me mi rilassa e quindi la metterei nel quadrante 2!

  3. Come pianifico le attività dei quadranti III & IV?

Parto dall’ultima che è facile: le attività del quadrante III e IV NON devi pianificarle, devi eliminarle!!!

Ricordi i nomi dei due quadranti? Inganno e Spreco!

Sono tutte quelle attività che ci rubano del tempo e non ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi: qual è allora il senso di metterli in programma? Te lo dico, NESSUNO!!!

Poi, se ti piace segnare sull’agenda: “giovedì 22, 3 ore per Pincopallo Casinaro, personaggio di cui non mi frega nulla e che, siccome passa il tempo a cazzeggiare senza fare il suo lavoro, alla fine mi tocca aiutarlo a risolvere i problemi che lui stesso ha creato” sei liberissimo di farlo, per fortuna viviamo in un Paese libero!!!

Il sistema che io insegno però prevede qualcosa di molto diverso, mettersi a tavolino e pianificare una strategia per impedire che il problema si ripresenti: “Pincopallo mi sta creando dei problemi, si organizza male e viene a chiedere il mio aiuto, le sue inefficienze ricadono su di me e io perdo un sacco di tempo!

Cosa posso fare per evitare che questo accada di nuovo?

Fargli  notare i problemi che mi sta creando?

Organizzare una sessione di training in modo che diventi autosufficiente?

Informare il suo responsabile? Dargli una testata sul naso la prossima volta che viene a chiedermi aiuto? (ops, qui vengono fuori le mie origini sarde...naturalmente scherzo, Lavorare Meglio è contro ogni forma di violenza e di abuso, anche nei confronti degli elementi non proprio simpaticissimissimi :-)).

Non c’è una risposta valida sempre, ogni situazione va valutata al fine di trovare la soluzione più adatta al caso specifico, la logica però è sempre la stessa: dedica del tempo nel II quadrante per eliminare lo spreco nel III, te capì o no?

Muy bien, se ci siamo capiti passiamo alle altre domande.

Se è il capo a distrarmi, come mi comporto?

Il principio è che ogni interruzione derivante da una persona per te importante (e si presume che il capo lo sia), diventa automaticamente qualcosa di importante anche per te, quindi in questo caso direi che è un’attività da quadrante I (diversamente dal caso precedente di Pincopallo Casinaro).

Detto questo, non te lo prescrive il medico di subire passivamente la situazione senza fare nulla per evitare che il problema si ripresenti!

Magari il tuo capo non si rende conto delle inefficienze che ti sta creando, magari pensa che tu sia scarico di lavoro, magari pensa di motivarti e farti sentire parte del progetto, magari può avere bisogno di aiuto nella pianificazione, magari è meglio che ti cerchi un altro lavoro…non conosco il caso specifico e non posso darti una risposta dettagliata!

L’unica cosa di cui sono abbastanza certo è che, se trovi un modo di rendergli la vita più facile senza complicare la tua, difficilmente lui avrà qualcosa da obiettare (poi se il tuo capo è un pirla è tutto un altro paio di maniche e quella di cambiare lavoro potrebbe essere l’opzione migliore 😉 ).

Last but not least: argomento Facebook, quadrante II o IV?

Premesso che il ragionamento è valido per tutte le community (LinkedIn, Xing etc.) dei Social Network, in questo caso è impossibile dare una risposta, le variabili in gioco sono veramente troppe e posso darti giusto qualche linea guida;

  1. Dubito che tu riesca realmente a rilassarti e sono abbastanza sicuro che non riesci a rigenerarti (nel senso che, una volta chiuso Facebook, ti senti più carico e desideroso di lavorare)! Nella maggior parte dei casi chi dice "vado su Facebook per rilassarmi" rientra nel quadrante 4, cerca rifugio in qualcosa di divertente che lo fa sentire impegnato

  2. E’ una di quelle attività che danno dipendenza e, come tali, possono rubarti molto tempo senza che tu te ne renda conto, quindi PAY ATTENTION (il websurfing è un altro classico esempio di attività rubatempo)

  3. Facebook è uno strumento e, come tale, non è nè buono nè cattivo ma dipende dall’utilizzo che se ne fa. Per come la vedo io ci sono diversi casi in cui rientra nel II Quadrante , se ad esempio sei un libero professionista (o una società) DEVI dedicare del tempo alla cura della tua immagine pubblica e per questo Facebook, LinkedIn etc. facilitano di molto il lavoro.

Ripeto, non c’è una risposta universalmente valida, in linea di massima, se passi il tempo a giocare a Farmille o similari quadrante IV, se invece fa parte di una strategia più articolata che ti aiuta a perseguire il tuo scopo (che può anche essere quello di rimanere in contatto con amici lontani) allora II Quadrante.

Bien, spero di aver chiarito molti dubbi e, se vuoi approfondire l'argomento, clicca qui e scarica l'eBook Gratuito 😉

BUONE MAPPE MENTALI

EUGENIO

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6 Responses to La Matrice di Covey – Addendum

  1. Leonardo ha detto:

    E poi dicono che Facebook è meglio del sesso (in America)!
    http://daily.wired.it/news/internet/2012/10/12/facebook-meglio-del-sesso-123456.html
    Ha ragione Eugenio. STAI ATTENTO!

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      ahah,

      io la penso un po’ come Oscar Wilde, “resisto a tutto tranne che alle tentazioni”, quindi quando vedo un comportamento potenzialmente pericoloso ci sto attento 3 volte 🙂

  2. Jadore ha detto:

    Concordo in pieno,Eugenio…Anche se,per quanto riguarda il caso del capo che ti rende la vita difficile,io preferirei cercare di spiegare al mio capo che in effetti la/e sua/e richiesta/e stanno davvero compromettendo il mio lavoro(o rischiano di farlo!),e che di conseguenza questo si accumulerebbe ed io mi ritroverei a dover sgobbare il doppio per risolvere un suo problema(che quindi per lui ha la priorità ma che magari lui stesso ha creato!),mentre per svolgere i miei compiti,dovrei utilizzare il tempo che,in altre circostanze,avrei dedicato volentieri ad altro!

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      ciao Giada
      il problema del capo è piuttosto complesso, in linea di massima sono d’accordo con quello che dici, il problema è costituito da quella categoria (che nel post apostrofo scherzosamente) che non si rendono conto dell’atteggiamento autolesionista e che partono dal presupposto che, siccome sono loro a pagare, sono loro a dire come fare, anche se questo significa creare inefficienze (che poi sono loro a scontare per primi in qualità di “capi”). In questo caso il pericolo di avvilupparsi in una morsa fatale è alto, molto meglio:
      1) rassegnarsi e come dice Pino la lavatrice: “tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio” http://www.youtube.com/watch?v=PfdW5Fod0_0
      2) cambiare aria
      🙂

  3. Jadore ha detto:

    Beh,in effetti hai ragione anche tu:è inutile rodersi il fegato e fare i salti mortali per qualcuno che non capisce un tubo e,anche se inconsapevolmente,rende il lavoro ancora più difficile invece di agevolarlo!
    Se si tratta proprio di una “testa dura” con la quale risulta impossibile comunicare e tentare di arrivare ad un accordo,allora è meglio scegliere la 2a opzione,anche se di questi tempi è una scelta un po’ azzardata,vista la crisi economica e lavorativa che stiamo attraversando!

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      ad ogni modo aspetta speranzosa che tra un po’ è previsto anche un post sulla gestione dei capi :-). Lo logica è di impiegare le energie per qualcosa su cui abbiamo il controllo, quindi un conto è dare il proprio feedback a persone che sono disponibili a riceverlo e ad ascoltarli, un altra cosa è spremersi inutilmente per mostrare una via ad una persona che NON ha nessuna intenzione di cambiare strada!

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