PROBLEM SOLVING

Problem Solving: a morte il cane che si morde la coda!

Eugenio, come rispondi all'obiezione "mi piacerebbe seguire il corso di gestione del tempo, ma non ho tempo"? E' paradossale 'sta cosa, però vorrei dargli una risposta un pelino "tecnica".

Quando la persona che contatta gli interessati al mio corso aperto al pubblico mi ha fatto questa domanda, mi è venuto da ridere.

Non è paradossale non partecipare ad un corso di Gestione del Tempo perché non si ha tempo?

Dopo ti dico come gli ho risposto, ma prima voglio regalarti un corso accelerato di Problem Solving che, se lo applicherai, ti farà risparmiare diversi soldini e parecchi grattacapi.

C’era una volta…

…un Eu“genio” che non aveva mai tempo per niente!

Mi sarebbe piaciuto vedere di più la mia ragazza, MA NON AVEVO PROPRIO TEMPO!...relazione finita!

Mi sarebbe piaciuto andare a fare due tiri a basket, MA NON AVEVO PROPRIO TEMPO…10 kg in più rispetto ad adesso!

Mi sarebbe piaciuto uscire con gli amici, MA NON AVEVO PROPRIO TEMPO…..vita sociale di un’eremita perennemente incazzato!

Mi sarebbe piaciuto dedicarmi a qualcosa di rilassante, MA NON AVEVO PROPRIO TEMPO…..quasi un pacchetto di sigarette al giorno e cibo spazzatura in grandi quantità!

Mi sarebbe piaciuto dedicarmi a realizzare il mio sogno, MA NON AVEVO PROPRIO TEMPO…il sogno è rimasto nel cassetto!

…………….

Un bel giorno vado ad un aperitivo con degli amici.

L’aperitivo era praticamente finito, io infatti ero arrivato in grosso ritardo grazie al solito fenomeno che mi aveva appioppato l’urgenza dell’ultima ora (si si, lo so che ne conosci uno così anche tu, ce n’è almeno uno per azienda…e se è il grande capo sono cacchi tuoi).

Inizio a parlare con questa mia amica e parto con la lamentela…il lavoro non mi piace più, gli orari sono assurdi, l’organizzazione è ridicola, sono troppo stressato, così non si può andare avanti, bla bla bla…quando ad un certo punto lei mi interrompe e mi chiede:

Eugenio, ma tu quanto tempo dedichi a te stesso?

Peggio che ricevere un calcio negli zebedei.

Sto per difendermi nell’unico modo che conosco: “eh ma non ho mica tempo Io, ho troppe cose da fare”…..ma mi fermo in tempo!

Non so se è stato lo sguardo della mia amica o se la consapevolezza è arrivata da sola…ma solo a pensare di dare una risposta del genere mi sono sentito un vero coglione, e quindi me ne sono stato zitto.

Nella vita di ogni persona ci sono momenti decisivi, attimi che influenzano il tuo futuro in positivo o in negativo.

Per me quello è stato uno di quei momenti, la luce che illuminava una galleria buia.

Nel mondo della crescita personale si insiste molto su concetti come autostima, pensare ai successi avuti nella vita, empowerment etc. etc.

Sono concetti che comprendo benissimo e che in parte condivido anche.

Tuttavia, io ho iniziato a risolvere il mio problema proprio nell’istante in cui mi sono sentito un completo idiota!

Avevo sempre pensato di essere intelligente, come potevo tollerare di raccontarmi che non avevo tempo per me stesso?

Non riuscivo a credere di essere stato così cretino!

La giusta prospettiva!

Ho imparato che guardare le cose dalla giusta prospettiva è fondamentale per risolvere i problemi.

Nel caso specifico della “gestione del tempo”, l’errore che io commettevo e in cui quasi tutti cascano è:

  • Sovrastimare la propria importanza verso l’esterno
  • Sottostimare la propria importanza verso l’interno

Per metterla giù un po’ estremizzata ma che si capisce bene:

negli equilibri dell’universo non conti una mazza, ma sei comunque l’imperatore assoluto del tuo di universo.

Ora, capisco benissimo il bisogno di sentirsi importanti, è un bisogno più che legittimo e credo che ognuno di noi lo abbia.

Il punto è che, per soddisfarlo veramente, devi prima agire nei confronti di te stesso, non verso l’esterno.

Se ti dici con orgoglio: “quanto sono impegnato, senza di me la baracca non va avanti” etc. etc., hai l’illusione di sentirti importante.

Purtroppo è solo un’illusione, la realtà è che ti stai condannando ad una vita di merda, in cui devi lavorare anche quando sei malato, quando sei in ferie e in cui sacrifichi cose e persone a cui vuoi bene in cambio di una soddisfazione aleatoria.

È veramente così che vuoi che sia la tua vita?

Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita come volevo io, non quella che gli altri si aspettavano da me. (Il primo rimpianto raccolto da malati terminali prima di morire)

Ovvio che ricopri un ruolo importante e hai delle responsabilità, ma sono comunque inferiori rispetto a quelle che tu hai nei tuoi di confronti!

Se sei un bravo manager o un bravo imprenditore, devi creare dei sistemi di lavoro per cui tu NON  sei necessario, delegando tutto quello che è possibile delegare...e indovina un po’ cosa non potrai mai delegare agli altri?

Tutto quello che ha a che vedere con “te stesso”… non è che puoi dire a Mario di smettere di fumare o di fare yoga al tuo posto!

PROBLEM SOLVING

PROBLEM SOLVING

Problem Solving – Fase 1

Ammazza il cane che si morde la coda!

La prima cosa da fare per risolvere un problema è distinguere la vera causa del problema dalla giustificazione che gli stai dando.

Nel caso specifico, le rinunce che stai facendo non sono dovute al fatto che “NON HAI TEMPO”, quella è la giustificazione che ti racconti e che serve a non sentirti incapace e inadeguato a risolvere il problema.

Finché rimani bloccato sulla giustificazione, “NON HO TEMPO PER…”, continui a fare le stesse cose che stai facendo, esattamente come un cane che si morde la coda.

La vera causa del problema è che stai commettendo degli errori e che dai la priorità ad altre cose, molto probabilmente meno importanti di quelle a cui stai rinunciando.

Per questo motivo, se mentre hai letto questo articolo ti sei sentito un po’ stupido ad aver pensato “non ho tempo”, è un bellissimo segnale. Significa che stai prendendo consapevolezza del vero problema e che puoi iniziare a risolverlo.

Diversamente, se hai pensato che lo stupido sono io, hai messo delle solide basi per tenerti a vita il problema.

Problem Solving – Fase 2

Sii onesto, almeno con te stesso!

Raccontare bugie agli altri non è una cosa bella.

Rischi di incrinare i rapporti di fiducia, di creare false aspettative…diciamo pure che non è eticamente e moralmente accettabile.

Detto questo, viviamo in un Paese in cui le balle sono state ampiamente sdoganate.

I nostri politici ne raccontano più di Pinocchio ai tempi d’oro e la menzogna purtroppo è una prassi consolidata a tutti i livelli e in tutti i settori. Pensa ad esempio al classico “le faremo sapere” che si propina a chi cerca lavoro, ai fornitori etc etc...

Questo giusto per dirti che, se dire delle falsità agli altri è una cosa deprecabile, in Italia ci siamo comunque talmente abituati che non ci facciamo quasi più caso!

Ma se questo è vero nei confronti degli altri, quando parli con te stesso, ti suggerisco vivamente di evitare di raccontarti delle cazzate.

Infatti, nella classifica degli errori che puoi fare, raccontarti delle fregnacce viene subito dopo il “tagliarti le palle per fare un dispetto a tua moglie! devil

Il punto è che, se vuoi risolvere un problema che ti riguarda, hai bisogno di essere onesto con te stesso e ammettere che ti trascini il problema per una di queste ragioni:

  • In passato hai commesso degli errori, ma non vuoi ammetterlo e quindi continui a ripeterli
  • Hai paura di fallire nel tentativo (e quindi non ci provi neanche)
  • Non sei disposto ad impegnarti (e quindi non fai niente finché non pensi di essere costretto a farlo)

Ho fatto una semplificazione, ma se ti fermi a ripensare ad un problema che ti trascini da tempo, vedrai che il nodo lo trovi in uno dei 3 punti sopra (o in tutti e tre).

Problem Solving – Fase 3

Walk your talk!

Gli ammerigheni dicono “fai camminare le tue parole”, in sostanza: traduci in azione quello che pensi e dici.

Questa è contemporaneamente la cosa più facile e difficile da fare.

“Gli uomini non capiscono quasi mai che è possibile tagliare fuori qualsiasi cosa dalla propria vita, in qualunque momento, con un battito di ciglia” Viaggio a Ixtlan di Carlos Castaneda

Se guardi sui social è pieno di frasi “motivazionali” alla Einstein, “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato”, ormai sono cose che sa chiunque…eppure, quante di queste persone riescono a dare concretezza a questa conoscenza?

Quando hai capito cos’è la cosa giusta da fare, DEVI iniziare a farla…non esistono “appena ho tempo”, “la prossima volta”, non sei il Padreterno, non lo sai mica se ci sarà una prossima volta.

 “Quando si prende una decisione portandola a termine, l’energia interiore si rafforza e l’individuo diventa sempre più centrato” Aprirsi alla Vita di Osho

Purtroppo è vero anche il contrario, ogni volta che rimandi una decisione e ritardi nel voler risolvere il tuo problema, rendi più difficile il farlo la volta successiva.

I problemi sono come dei nodi, quando agisci nella direzione giusta inizi ad allentarli, quando non agisci o vai nella direzione sbagliata, li stringi.

Lavori troppo e sei determinato a risolvere il problema? Clicca qui e lascia i tuoi dati nel modulo in fondo alla pagina!

BUONE MAPPE MENTALI

EUGENIO

 

Ah, ma quasi mi dimenticavo…come ho risposto alla domanda:

mi piacerebbe seguire il corso di gestione del tempo, ma non ho tempo?”

Molto semplice, non gli rispondi.

Se una persona ti dice una cosa del genere ci sono due alternative:

1. È una bugia che serve a coprire la vera ragione (non si fida di te, non ha soldi...)

2. Lo pensa veramente

In entrambi i casi sono cose sulle quali noi non possiamo entrare.

Se non si fida abbastanza da esternare in maniera onesta i suoi dubbi, non credo si possa creare quel rapporto di fiducia tra “insegnante” e “studente” necessario per ottenere dei risultati.

Se invece ci crede veramente, significa che fa ancora confusione tra la vera causa del problema e la giustificazione che lui dà al suo comportamento.

Come ho spiegato sopra e in altri articoli, è una forma di difesa del cervello, quella di non sentirsi “inadeguato”.

Purtroppo, finché non si è disposti ad ammettere con se stessi che è una cazzata, non vedo proprio cosa possiamo fare noi per fargli cambiare idea.

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17 Responses to Problem Solving: a morte il cane che si morde la coda!

  1. Elena ha detto:

    Come ho spiegato sopra e in altri articoli, è una forma di difesa del cervello,
    quella di non sentirsi “inadeguato”.
    Purtroppo, finché non si è disposti ad ammettere con se stessi che è una cazzata, non vedo proprio cosa possiamo fare noi per fargli cambiare idea.

    o io non ho capito l'articolo o c'è un errore in questa frase

    ho sentito dire che:

    una doppia negazione da un'affermazione

    perciò "non sentirsi inadeguato" equivale a "sentirsi adeguato"

    e in questo dov'è la "cazzata"???

    seconda obbiezione:

    spesso quelle bugie che molti palesano sono semplicemente delle difese

    a commerciali/commercianti troppo agressivi che non mollano l'osso

    e istruiti ad avere sempre una contro risposta ad ogni affermazione

    di quello che reputano il pollo di turno.

    Se non ci si sentisse minacciati nella propria libertà di scelta molto

    probabilmente si risponderebbe LIBERAMENTE con LA VERITA'

    per se stessi e per gli altri, spesso indossiamo maschere per

    levarci di torno persone che non sono aperti ad accettare le NOSTRE

    risposte GIUSTE per noi e non necessariamente giuste per

    l'interlocutore proprio perchè sono NOSTRE!!!

    In ogni modo ti ringrazio per il regalo e per lo spunto di riflessione

    di cui farò comunque tesoro.

    Come ho spiegato sopra e in altri articoli, è una forma di difesa del cervello, quella di non sentirsi “inadeguato”. Purtroppo, finché non si è disposti ad ammettere con se stessi che è una cazzata, non vedo proprio cosa possiamo fare noi per fargli cambiare idea. – See more at: http://www.mappementali.net/2014/05/05/problem-solving-a-morte-il-cane-che-si-morde-la-coda/#sthash.BVe5eGxj.dpuf

    Come ho spiegato sopra e in altri articoli, è una forma di difesa del cervello, quella di non sentirsi “inadeguato”. Purtroppo, finché non si è disposti ad ammettere con se stessi che è una cazzata, non vedo proprio cosa possiamo fare noi per fargli cambiare idea. – See more at: http://www.mappementali.net/2014/05/05/problem-solving-a-morte-il-cane-che-si-morde-la-coda/#sthash.BVe5eGxj.dpuf

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      ciao Elena,

      ti cito:

      “ho sentito dire che:

      una doppia negazione da un’affermazione

      perciò “non sentirsi inadeguato” equivale a “sentirsi adeguato” ”

      …si Elena, in inglese e se ricordo bene in Latino. In italiano invece una doppia negazione NON è un’affermazione, quindi “non sentirsi inadeguato” significa esattamente quello che leggi. Quindi dire “non ho tempo” per partecipare ad un corso che mi aiuta a risolvere il problema della “mancanza di tempo” è una cazzata, credo sia abbastanza chiaro come concetto. 

      Per il resto, come ho spiegato in altre occasioni, la bugia che una persona attua in propria difesa in realtà spesso non fa altro che accentuare il problema.

      Se la bugia è rivolta verso se stesso, per esempio dicendo che la colpa è di qualcun altro, ti precludi la possibilità di intervenire in futuro., perchè se non potevi farci niente prima, non potrai farci niente neanche in futuro.

      Se invece è rivolta all’esterno, come per esempio i commerciali aggressivi (che non piacciono neanche a me), il risultato che ottieni è che continuano a rispondere alle tue false obiezioni smontandole e continuando ad insistere.

      Anche in questo caso, la verità è che invece di dire in maniera chiara: “guardi non mi interessa, è inutile che ci sentiamo”, se tu rispondi: “ci penso e le faccio sapere” l’altro reagisce di conseguenza. 

      Con me per esempio non esistono i commerciali aggressivi, li ascolto e gli dico in maniera chiara ed educata se mi interessa o meno, massima sincerità e la cosa nel 90% dei casi finisce li. Quando non finisce li allora glielo dico in maniera un po’ più decisa e meno educata, ma di solito non serve. 

      Prova a fare così e verifica i risultati che ottieni

      a presto

      Eugenio

       

      • Carlo ha detto:

        Ciao Eugenio,

        io sono un commerciale, mi spiace sentirmi parte di una categoria che non gode di simpatia, ed essere identificato come dice Elena a persone troppo aggressive che non mollano l'osso.

        Ritengo che un professionista che svolga con serietà il suo lavoro, da cui dipende una famiglia e posti di lavoro abbia il diritto di ricevere risposte sincere.

        Interagire con aziende e persone, per poi sentirsi raccontare delle bugie infantili, sminuisce chi le racconta. (forse a certe scuse non ci crediamo)

        Certo credo anche che se gli accordi siano chiari prima, determinate situazioni non trovano occasioni di verificarsi.

        Quando capitano, ritengo che l'agente abbia lavorato male e chi gli risponde non stia dimostrando nessuna professionalità e sia soltanto un altra persona a rispetto del ruolo che ricopre, priva di chiarezza e di onestà.

        …magari però con una piccola differenza, il commerciale il pane se lo guadagna se vende, un responsabile acquisti lo stipendio a fine mese gli viene accreditato.

        Questo non per polemizzare ma solo per amore della verità e della chiarezza.

        Buon lavoro a tutti.

        Carlo

         

        • Eugenio Olmetto ha detto:

          Ciao Carlo,

          vai tranquillo che in Italia è molto difficile che ci sia una categoria meritevole di “stima”, non ti dico cosa si dice (giustamente a mio avviso) di “formatori e coach” e se andiamo sugli HR ti farei sentire i commenti che ricevo dai miei clienti.

          Purtroppo nel nostro Paese dilettantismo e pressapochismo la fanno da padrone.

          Detto questo, penso sia un vantaggio per chi lavora come un professionista perchè la competizione è di basso livello e, più il mestiere richiede una elevata professionalità (e il “venditore” richiede una professionalità altissima) e più è facile distinguersi dalla concorrenza

          Dacci dentro e non crucciarti di quello che si pensa della tua categoria che, in fin dei conti, è quella che fa girare le aziende 😉

          Buone Mappe Mentali

          Eugenio

           

  2. Daniela Santolisier ha detto:

    Esatamente ciò di cui avevo bisogno in questo momento della mia vita, lavorativa e privata.

    Sto finalmente respirando, e non mi ero accorta di vivere in apnea. Grazie!

     

    Daniela Santolisier

     

  3. Vittorio Bongio ha detto:

    Articolo molto interessante EUGENIO,
    mi sono ritrovato molto in questo articolo,sono felice di avermi iscritto ai tuoi ebook.Mi serve tanto per il mio lavoro e per dialogare con quelle persone di cui tu citavi nell’articolo.
    A presto EUGENIO.

  4. Concetta di somma ha detto:

    Salve! Trovo molto interessante tutto, ieri ho mappato per la prima volta, mi rispecchio in tantissimi suoi argomenti, mi trovo ad affrontare una fase di grandi decisioni e sono molto confusa, insomma sono ad un bivio, spero di riuscire a trovare la strada giusta applicando i suoi consigli e mappando !!!
    Grazie mille e Buon Natale..

  5. Anna ha detto:

    Buina sera, le mappe valgono anche x le situazioni sentimentali e nei rapporti personali?

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      Anna io insegno sostanzialmente a “pensare in modo FUNZIONALE” e a fare “CHIAREZZA MENTALE”, quindi SI.

      Quel che cambia è che, se il problema specifico di cui vuoi occuparti è una relazione sentimentale, magari hai bisogno di uno psicologo di coppia e simili.

  6. lisa ha detto:

    e’ DAVVERO INTERESSANTE LEGGERE E CAPIRE CHE HAI RAGIONE TU.
    NON E’ CHE NON LO SAPESSI PRIMA, MA E’ PIU’ FACILE NASCONDERSI DIETRO UNA PIANTA DI PREZZEMOLO CHE AMMETTERLO

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