Mappa Mentale - le 3 Fasi per imparare

Tony Buzan & le 3 A dell’Apprendimento – Imparare ad Imparare!

Tony Buzan parla spesso di quanto sia importante sviluppare una buona memoria...secondo me questo non è sufficiente, quello a cui dobbiamo puntare è la capacità di apprendere…..dai libri, dall’esperienza, dagli errori (magari anche da quelli degli altri, così si risparmia qualche facciata sul pavimento!)…una persona con l’attitudine giusta evita di ripetere sempre gli stessi sbagli e cerca di migliorarsi costantemente nel tempo.

Personalmente non sempre ho posseduto questa capacità e ora sto molto attento nel cercare di coltivarla.

Presunzione, rassegnazione e paura mi hanno a lungo tarpato le ali, ma di questo ti parlerò in maniera esauriente in un’altra occasione (clicca qui per leggere l'articolo), sull’argomento “imparare” infatti ho intenzione di scrivere più di un post!

Oggi ti parlo delle “3A” di Tony Buzan…o meglio, della mia particolare interpretazione.

Lui infatti spiega questa teoria legandola in maniera specifica alle Mappe Mentali, secondo me è applicabile all’apprendimento di una qualsiasi competenza o metodologia (e l’ho arricchita sulla base della mia esperienza, il buon Tony non se ne avrà a male ).

Cosa devi fare se vuoi imparare qualcosa di nuovo?

Mappa Mentale - le 3 Fasi per imparare

Mappa Mentale - le 3 Fasi per apprendere

Sostanzialmente passare attraverso 3 fasi:

1.     Accettare che la metodologia funzioni (e ti sia utile)

2.     Applicare la teoria

3.     Adattarla alla tua particolare situazione

Fase 1 ACCETTARE

Per anni ho pensato di NON SAPER disegnare e di avere grosse difficoltà nello scrivere!

Due attività che ODIAVO e che cercavo di evitare il più possibile.

Adesso tengo un blog e disegno regolarmente, dubito che una mia mappa finirà al Louvre o che un mio scritto vincerà il premio Pulitzer…..Embè? Chissenefrega! Adesso non solo disegno e tengo un blog, ma mi diverto anche nel farlo.

Se vuoi imparare a fare qualcosa devi credere che questa cosa sia utile per te e devi essere disposto a seguirne fedelmente le regole…e non basta neanche, devi avere fiducia nella tua capacità di poter imparare a fare quella determinata cosa.

Se manca la fiducia, in te stesso o nell’utilità di quello che impari, difficilmente avrai lo stimolo per passare alla fase successiva…

Fase 2 APPLICARE

Non impari a sciare guardando un video o leggendo un libro, devi mettere gli scarponi, indossare gli sci e scendere sulla neve. All’inizio probabilmente non sarà facile, ci vorrà del tempo e farai qualche caduta.

Se non ti arrendi, ad un certo punto ti ritroverai a sciare con una certa naturalezza (non è il mio caso, le mie origini sardo-sicule mi fanno propendere più per il mare ).

Conoscere la teoria è fondamentale ma non sufficiente. Per sviluppare una nuova competenza hai bisogno di provarla e riprovarla fino a che non si creano le sinapsi e diventa una cosa “normale”, che fa parte di te.

Pensa alla prima volta che se sei salito su una bicicletta, alla prima volta che hai guidato una macchina, alla prima volta che hai…ok, le prime volte si fermano qui , ti veniva facile o eri a disagio? Sono abbastanza sicuro che adesso riesci a guidare in automatico, mentre all’inizio dovevi concentrarti sulla frizione, il cambio etc. E’ così che funziona il cervello, una volta che le sinapsi si sono “consolidate” le cose ti vengono in automatico, ma perchè questo avvenga sono necessarie un certo numero di ripetizioni.

Una volta che hai raggiunto una certa dimestichezza puoi passare all’ultima fase…

Fase 3 ADATTARE

Qui esegui gli “aggiustamenti” che ritieni necessari sulla base del tuo caso specifico (lavoro, personalità etc…). Circa il 13% dei miei studenti fa questo errore, vuole passare a questa fase saltando le prime due, usa il “vediamo come posso applicarle al mio lavoro” per trovare la motivazione ad eseguire le prime due.

Purtroppo non funziona così, questa è l’ultima fase, NON la prima.

È come se tu volessi imparare a tirare da 3 punti senza ancora aver imparato a tirare da sottocanestro, “troppo difficile, non si può fare”.

Quando salti a questa fase senza aver svolto le prime due, non stai cervando la motivazione per impegnarti ma stai costruendo l’alibi per non proseguire nell’apprendimento, te capì?

Clicca QUI per ricevere le Risorse GRATUITE ed iniziare a utilizzare le Mappe Mentali nel tuo lavoro

BUONE MAPPE MENTALI

EUGENIO

Ti è piaciuto l’articolo? Dimmi cosa ne pensi e condividilo con i tuoi amici

Ti potrebbe interessare:

16 Responses to Tony Buzan & le 3 A dell’Apprendimento – Imparare ad Imparare!

  1. Omar Livoni ha detto:

    Condivido le tre A nel loro ordine, aggiungo che per farlo ci vule un po’ di umiltà.
    Io vedrei bene una delle tue mappe mentali al MOMA di New York!

    Omar

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      ahah, grazie 1000 Omar, al MOMA non avevo pensato in effetti…nel caso considerati assunto come mio agente ;-).
      L’umiltà è fondamentale e rientra nella prima fase: “accettazione”!
      Per seguire delle regole in maniera fedele bisogna infatti avere l’umiltà di riconoscere di “sapere di non sapere”, se sei convinto di sapere già tutto NON puoi aprirti all’apprendimento (ne ho fatto un accenno all’inizio dell’articolo quando parlo di “presunzione”).

  2. Jadore ha detto:

    Condivido la teoria delle 3A di Tony Buzan,a cui ritengo sia fondamentale aggiungere anche “impegno”,”costanza” e “aggiornamento”,quali caratteristiche fondamentali per la realizzazione dell’apprendimento secondo il metodo in questione…Perchè per apprendere ci vogliono sì fiducia in se stessi,umiltà per partire da zero e gradualità nell’ottenere progressi(non si può avere tutto subito!, ma è necessario anche impegnarsi ed essere costanti,mantenersi aggiornati sui cambiamenti che avvengono intorno a noi e mostrarsi flessibili ad adattarsi alle nuove condizioni.

  3. […] Se non credi di poter imparare non ti impegnerai per farlo, ne ho parlato in maniera approfondita in questo articolo. […]

  4. Giorgio ha detto:

    Sto applicando per la prima volta il sistema delle mappe mentali ad un trasloco che devo fare dove riduco 2 case a 1. Trovo la cosa divertente anche se mi si complica sempre di più. Fortuna che sono in pensione e non le devo applicare al lavoro.

    A prescindere da tutto, sono utilissime per organizzarsi seguendo un ordine logico.

    Grazie

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      Ciao Giorgio,

      spiegami meglio cosa ti “complica sempre di più”, perchè le mappe mentali semplificano il lavoro, non lo rendono più difficile.

      Forse trovi complicato seguire un approccio nuovo, questo è piuttosto normale ma tranquillo che l’effetto sparisce in fretta.

      Dacci dentro e complimenti, di solito le persone dopo gli anta si impigriscono, fa piacere vedere gente che si mette in discussione anche se in pensione 🙂

  5. Alessandro ha detto:

    Ciao Eugenio, utilizzo da circa 6 mesi le mappe mentali per la gestione dei miei lavori / siti. Ti confesso che ho trovato veramente utile il materiale che mi hai inoltrato via mail gli scorsi giorni, aspetto altre delucidazioni in seguito Buona giornata Alessandro

  6. roberta ha detto:

    Gentile Eugenio, per caso (ammesso che esista il caso) ho incontrato le mappe mentali e per caso (ma sempre con il dubbio che il caso esista!!) ho incontrato il tuo blog. Ho letto il tuo e-book gratuito e ho iniziato a mappare. Mi piace. Ieri ho letto questo articolo che hai mandato e credo di aver fatto il primo passo, quello sulla fiducia, e in piccolissima parte anche il secondo, quello sulla pratica (ho appena iniziato). Vorrei ma non so proprio come affrontare il terzo passo. Ti dico i miei dubbi e se avrai tempo, possibilità e voglia di rispondermi te ne sarò grata. 

    Primo dubbio. Faccio una mappa, mi diverto, tiro fuori cose, attivo il mio emisfero destro,ecc.ecc.  E DOPO????????????????????? Cosa faccio con la mia mappa? Devo rivederla, rileggerla con occhi diversi, interpretare? In che modo? E se non interpreto vuol dire che è finita lì? Per il momento le mappe che ho fatto sono state divertenti e stimolanti nel momento in cui le ho fatte, ma non sono state così illuminanti da aiutarmi a risolvere un problema. 

    Secondo dubbio: io sono un'artista, vivere con l'arte è impossibile quindi fin dalla fine degli studi ho iniziato a tenere corsi e laboratori con gruppi sia di adulti che di bambini. Questa attività mi ha portata a continuare la formazione leggendo articoli e frequentando giornate di formazione di pedagogia dell'arte e arteterapia. Mi piace molto l'idea di portare le mappe mentali nei miei laboratori, ma non so come. Pensi ci sia la possibilità? Esistono in Italia o meglio ancora nella zona Milano, Varese, dei corsi di formazione sulle mappe mentali? 

    Grazie, Roberta

     

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      Ciao Roberta, 

      personalmente non penso esista il caso, se ti sei imbattuta in questo blog una ragione c'è, a te scoprirla :-).

      Mi fa piacere che ti piaccia "mappare" e sono convinto che ti piacerà sempre di più e che lo troverai sempre più utile.

      Non è semplicissimo rispondere alle tua domande in un post, perchè ho l'impressione che tu abbia frainteso il concetto fondamentale, non puoi saltare gli steps.

      Mi spiego meglio, tu sei ancora alla II A (applicare) e già pensi alla III A (adattare), ma non funziona così, è come se prendessi 2 lezioni di sci e ti interrogassi sul come fare ad andare alle Olimpiadi, è un po' dura, non trovi?

      Quindi, la risposta alla tua prima domanda è: FAI ESATTAMENTE QUELLO CHE SUGGERISCO NELL'EBOOK SENZA PENSARE A COME RIADATTARLO AL TUO STILE perchè ancora non puoi essere pronta.

      E questa risposta è valida anche per la tua domanda sul Problem Solving.

      Il Problem Solving prevede competenze avanzate di management che io insegno ai miei studenti solo verso la fine di un percorso che dura 10 mesi, non puoi pretendere di fare un paio di mappe e vedere la luce.

      Fatta questa considerazione, più userai le mappe e più inizierai a capire delle cose di te stessa, a sviluppare la tua parte creativa (che immagino già sviluppata visto che sei un'artista), ci sono degli indicatori che ti chiariscono le idee, se per esempio ci sono delle parole che ricorrono spesso nella tua mappa significa che quella cosa li è molto importante e che devi affrontarla, altrimenti il nodo non si scioglie.

      Secondo dubbio: certo che esistono corsi di mappe mentali, io li tengo per i manager, la maggior parte invece si occupa di come sfruttarle per l'apprendimento (memoria etc), però anche qui, non è che puoi tenere un corso su una cosa che non padroneggi al 100%. Capisco che in Italia ci sia questa tendenza all'approssimazione e che tutti si inventino formatori, però non è così che dovrebbe funzionare, ho scritto un articolo in proposito qualche mese fa.

      http://www.mappementali.net/2013/12/10/come-riconoscere-formatori-fuffa/

      Bien, spero di aver risposto alle tue domande, che genere di artista sei?

      Proprio oggi ho scritto un articolo che potrebbe esserti utile, vai a dargli un'occhiata, parla di come ricollocarsi nel mondo del lavoro e chi, è un'artista come te, deve assolutamente trovare dei modi creativi per guadagnarsi la pagnotta perchè, per quel che ne so, è un mondo particolarmente difficile

      Buone Mappe Mentali

      Eugenio

  7. Mario ha detto:

    Leggo e provo a valutare la % di predisposizione/inclinazione che ho verso tutto quello che c'è ancora da imparare sotto questo cielo, hai totalmente ragione è una continua crescita, anzi mi permetto di citare una icona femminile, " Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori… per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare".

     

  8. […] Ma ricordi quando ti ho parlato delle 3A dell’apprendimento?  […]

  9. matteo ha detto:

    Salve. le mappe mentali nel mio contesto, universitario, che da poco sto attuando, funzionano bene e mi danno fiducia in me stesso, ma difficilmente vedo attuabile una delle A, cioè Applicare. Studio medicina, ed applicare su materie come genetica, o antropologia, mi risulta difficile.
    saluti!

    • Eugenio Olmetto ha detto:

      Matteo,si parla di “apprendimento di una qualsiasi competenza o metodologia”, cosa c’entrano genetica e antropologia?

      • matteo ha detto:

        mi chiedevo, come posso attuare la seconda A, in cui: “-devi mettere gli scarponi, indossare gli sci e scendere sulla neve-” (cioè mettere in pratica), su argomenti di natura medica?
        grazie mille!

        • Eugenio Olmetto ha detto:

          ciao Matteo,

          facendosi affiancare da qualcuno esperto.

          Non è che uno fa Medicina ed è pronto a operare sui pazienti, fa 4 o 5 anni di specialità in cui opera affiancato da uno più esperto, finché non è in grado di procedere in maniera autonoma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.